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	<title>Acta Diurna - News Magazine di Savona e Genova &#187; scusarsi</title>
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	<description>Giornale online della provincia di Savona e Genova</description>
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		<title>SCUSE&#8230;.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 18:25:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.actadiurna.it/2010/03/scuse/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.actadiurna.it/wp-content/uploads/2010/03/sorry_baer-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="sorry_baer" title="" /></a>Riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo:
Scusarsi è un atto nobile, perché proviene da un esame, una presa di coscienza di un errore commesso o di una mancanza nei confronti di qualcuno: quindi un ravvedimento.
Si può intendere anche come segno del rispetto, dell’amore che si nutre per la persona offesa, a volte involontariamente colpita dal torto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo:</em></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5261" src="http://www.actadiurna.it/wp-content/uploads/2010/03/sorry_baer-150x150.jpg" alt="sorry_baer" width="150" height="150" />Scusarsi è un atto nobile, perché proviene da un esame, una presa di coscienza di un errore commesso o di una mancanza nei confronti di qualcuno: quindi un ravvedimento.<br />
Si può intendere anche come segno del rispetto, dell’amore che si nutre per la persona offesa, a volte involontariamente colpita dal torto, per noncuranza dei suoi sentimenti, per leggerezza, per foga.<br />
In certe occasioni le scuse sono espresse senza reale convinzione, non arrivano all’animo, rimangono vane; in altre sono esagerate, oltre misura, quando addirittura non dovute.<br />
Solitamente si può ovviare a uno sbaglio commesso, ma può essere che il tempo o i casi della vita stessa ci facciano ritenere che non sia possibile: ci si strugge allora all’idea che, per colpa nostra qualcuno abbia sofferto, cercando rimedio, vanamente.<br />
Non riesco a immaginare quali terribili e opprimenti pensieri possano aver offuscato la mente di coloro che, per diversi motivi, sono giunti alla conclusione che la sola via di redenzione fosse la morte.<br />
Nei giorni scorsi un padre si è tolto la vita dopo che altrettanto tragicamente il figlio aveva deciso, magari per la vergogna di un etilometro positivo, vergogna nei confronti di quel padre che amava e venerava come modello di vita.<br />
Quel padre che ricambiava il sentimento, tanto da non riuscire a superare la perdita del figlio che, forse, riteneva causata da un suo rimprovero.<br />
La morte gli deve esser parsa il solo modo di chiedere scusa ed essere ancora unito al ragazzo.<br />
Più notoriamente un altro uomo si è tolto la vita per trovare pace.<br />
Nell’estremo gesto ha voluto manifestare la sua indignazione per vent’anni trascorsi vittima di sospetti (fugati da tre gradi di giudizio della magistratura) di un suo coinvolgimento nel delitto di via Poma e chiedere che i suoi familiari fossero ora lasciati in pace, quasi a rivolgere loro le scuse per quanto hanno dovuto patire in questi anni.<br />
Quali che siano i motivi di queste estreme scelte, vergogna, amore o frustrazione, resta il dolore per la scomparsa di persone che non hanno saputo trovare la forza di percorrere un’altra strada.<br />
Nell’accezione comune le scuse possono anche essere i motivi che si adducono a comportamenti, decisioni, fallimenti.<br />
Chi invece è convinto di essere sempre nel giusto, di non commettere mai errori, non ha nemmeno bisogno di giustificarsi, tantomeno di chiedere scusa.<br />
Mi pare sia quanto sta succedendo nella nostra vita politica: si adducono motivi estremi, si sospettano oscuri complotti, si colpevolizzano gesti di maleducazione ed esasperazione, ipotizzando segrete mire.<br />
Chissà, forse basterebbe fare ammenda e chiedere scusa…<br />
Scusate se è poco!</p>
<p>Massimo Vallarino</p>
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