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Spot Calzedonia vietato, vittoria per Vaccarezza

CalzedoniaAveva destato non poco scalpore, nelle scorse settimane, la querelle tra Angelo Vaccarezza, Presidente della Provincia di Savona, e la società Calzedonia, a causa dello spot “Sorelle d’Italia“, poco gradito all’esponente del centrodestra ligure a causa dell’uso, come colonna sonora, di una reinterpretazione, tutta al femminile, dell’Inno nazionale (questo l’articolo pubblicato da Acta Diurna lo scorso 16 ottobre). Affiancato da altre personalità appartenenti al mondo della politica, Vaccarezza diede il via a una vera e propria crociata contro lo spot, chiedendo a Calzedonia di interrompere la sua diffusione sulle reti nazionali, o di modificarlo nella parte sonora. “Farò di tutto per verificare se ci sono le possibilità giuridiche per stoppare lo spot”, affermò il Presidente della Provincia di Savona.

A circa un mese di distanza dal sorgere della polemica – periodo di tempo nel quale lo spot ha continuato ad andare in onda – giunge la notizia che i quarantacinque secondi di pubblicità incriminati sono stati ritirati da tutte le reti televisive nazionali. A decretarlo, l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria, il quale ha accolto la denuncia presentata dall’avvocato Elisa Maria Caltagirone per conto dell’Associazione Difesa Consumatori Sportivi. Indirettamente, una vittoria per Angelo Vaccarezza, il quale non nasconde ora la sua soddisfazione: “Alla fine avevo davvero ragione”, ha dichiarato il Sindaco di Loano, “lo spot oltraggiava l’Inno di Mameli ed era un’offesa verso tutti gli italiani, era una vergogna sentirlo in televisione”.

Cristiano Bosco

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