Nomina Gasco, il malcontento arriva su Facebook
- mercoledì, settembre 30, 2009, 18:57
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Sembrano lungi dal placarsi le polemiche legate alla nomina, ormai ufficiale, di Roberta Gasco per il ruolo di coordinatore provinciale del Popolo della Libertà. Una decisione già nell’aria da qualche tempo, emersa inizialmente come semplice voce di corridoio, divenuta realtà nelle scorse settimane (resa pubblica in quel di Gubbio dallo stesso ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola), che ha scosso non poco la galassia politica ligure e, in particolare, savonese. Perché a occupare quella carica, coperta in precedenza dall’attuale presidente della Provincia di Savona – nonché Sindaco di Loano – Angelo Vaccarezza, sarà una persona politica che, in un passato non esattamente remoto, era schierata con il centrosinistra. Roberta Gasco, già Segretario Nazionale del Movimento Giovanile Popolari Udeur, è attualmente consigliere regionale (appartenente al “gruppo misto”) in quanto prese parte alla coalizione che nel 2005 contribuì a far eleggere il diessino Claudio Burlando presidente della Regione Liguria, ai danni dell’allora governatore uscente Sandro Biasotti.
Solo in tempi più recenti, ovvero in occasione delle ultime elezioni provinciali a Savona, la Gasco, unitamente all’Udeur, ha offerto il proprio sostegno al candidato del centrodestra Angelo Vaccarezza. Ma la sua nomina a coordinatrice provinciale non è stata digerita da molti, specialmente all’interno dello stesso PdL, e negli ultimi tempi non sono mancate le polemiche, rese pubbliche da lettere aperte sui giornali (una delle quali, firmata da Diego Zunino, pubblicata da Acta Diurna) e altre forme di contestazione. Tra le quali non poteva mancare, ovviamente, il principe del social networking a livello mondiale, nonché cartina tornasole delle tendenze (anche politiche) a livello internazionale, nazionale e locale, ovvero Facebook. Sito sul quale è recentemente sorto un gruppo dedicato espressamente a contestare la scelta di Roberta Gasco per il coordinamento provinciale del Popolo della Libertà, dal nome alquanto eloquente: “Perché avere una cordinatrice provinciale di partito che non rappresenta nessuno?“.
“Care e cari aderenti al PdL e non”, si legge nella descrizione del gruppo, “secondo voi è giusto che si imponga il nome di qualcuna in rappresentanza di un partito politico senza che questa rappresenti nessuno e a mala pena se stessa?”. Domanda provocatoria, che non nasconde una certa insofferenza verso la nomina proveniente dall’alto, e che è seguita da una proposta che dona costruttività alla critica: “Avvalorando la tesi che il PdL è un partito democratico, non è meglio una bella elezione? L’avvocato Roberta Gasco ha i titoli per rappresentarmi?”. L’autore - nonché creatore del gruppo – è Mauro Greco, studente di Loano aderente al progetto del PdL, nonché parte della “Giovane Italia”, organizzazione giovanile del partito. Il quale ripropone la vexata quaestio della democrazia interna al PdL, da tempo immemore cavallo di battaglia della componente liberale del centrodestra, nelle ultime settimane menzionato anche dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.
A rispondere all’appello, in brevissimo tempo, poco più di venti persone. Tra le quali figurano anche elementi di spicco del centrodestra locale, quali Luca Lettieri, assessore del Comune di Loano e consigliere provinciale di maggioranza, o Roberto Socco, già presidente di Alleanza Nazionale ad Alassio, nonché vicecoordinatore del PdL nella Città del Muretto. Il quale lamenta la dilagante “pressione ipogea” presente all’interno del partito. Quando questa supererà certi limiti, scrive Socco, “sisma ed eruzioni si manifesteranno con effetti distruttivi…”. Non uno scenario piacevole ed auspicabile, per una coalizione che si prepara per l’importante appuntamento delle elezioni regionali del 2010.
A.D.
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