I Love Radio Rock: la recensione
- giovedì, settembre 17, 2009, 9:30
- Carousel, Cultura & Spettacolo
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Titolo Originale: The Boat That Rocked
Nazione: Gran Bretagna, Germania
Anno: 2009
Genere: Commedia
Durata: 129 minuti
Regista: Richard Curtis
Sceneggiatura: Richard Curtis
Attori: Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Rhys Ifans, Nick Frost, Kenneth Branagh, January Jones, Gemma Arterton, Emma Thompson, Ralph Brown, Tom Sturridge, Jack Davenport, Rhys Darby, Talulah Riley, Chris O’Dowd, Tom Wisdom
Produzione: Working Title Films, Medienproduktion Prometheus Filmgesellschaft, Portobello Studios, Tightrope Pictures
Distribuzione: Universal Pictures International Italy
Data di uscita italiana: 12/06/2009
Sito Ufficiale: http://www.theboatthatrocked.co.uk/
Visto presso: Cinema MULTIPLEX, Albenga
Prossima Programmazione: 08/10/2009, Cinema AMBRA, Albenga
Ecco una buona idea: raccontare l’Inghilterra della metà degli anni ‘60, quella delle radio pirata che trasmettevano rock and roll opponendosi valorosamente all’egemonia conservatrice e molto moraleggiante della BBC. Ci ha pensato Richard Curtis, sceneggiatore neozelandese che torna dietro la macchina da presa sei anni dopo “Love actually”. In questo periodo di distacco dalla macchina da presa, però, Curtis si è dato da fare mettendo le mani su alcune sceneggiature di film leggeri (i secondi capitoli di Bridget Jones e Mr. Bean, per esempio); ovvio, quindi, che Curtis abbia partorito tutto da solo anche la sceneggiatura di questa sua opera seconda, un film davvero pop, colorato e ritmato, con una colonna sonora da urlo e dei titoli di testa e (soprattutto) di coda fantastici.
Peccato che personalmente pensavo mi sarei trovato davanti a tutt’altro: la vena comica di Curtis è infatti tangibile lungo tutta la pellicola e trasforma la vicenda in una commedia un po’ superficiale e con personaggi troppo spesso ridotti a macchiette. Peccato, perchè l’amore per la musica, i dischi in vinile e soprattutto la libertà di pensiero e di espressione si percepiscono perfettamente. Quello che mi ha deluso è la resa cinematografica di un soggetto molto interessante, di uno squarcio su un periodo culturalmente molto vivace e importante della nostra storia recente ridotto ad una serie di episodi divertenti con qualche gag qua e la. Bello invece il finale a tempo di rock che quasi quasi risolleva mezzo film.
Alessandro Gimelli
(titolare del blog Axonthenet Unlimited)
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