Basta che funzioni – La recensione
- martedì, settembre 22, 2009, 17:53
- Carousel, Cultura & Spettacolo
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Nazione: USA
Anno: 2009
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 92 minuti
Regista: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Attori: Evan Rachel Wood, Henry Cavill, Larry David, Patricia Clarckson, Kristen Johnston, Ed Begley Jr., Michael McKean, Yolonda Ross, John Gallagher Jr., Lyle Kanouse, Willa Cuthrell-Tuttleman
Produzione: Gravier Productions, Wild Bunch
Distribuzione: Medusa Film
Data di uscita italiana: 18/09/2009
In programmazione: Cinema DIANA, Savona; Cinema MULTIPLEX, Albenga
Dopo i suoi tre film europei – ma un quarto, ambientato nuovamente a Londra ma ancora senza titolo, è già in preparazione – Woody Allen torna nella sua amata New York per confezionare una piccola commedia che strizza l’occhio ai film del suo periodo d’oro, come Io e Annie o Manhattan. La sceneggiatura di Basta che funzioni risale infatti al 1977; da trent’anni a questa parte la società è cambiata, ma la natura umana, con tutto il suo corredo di ansie, gioie e dolori sembra proprio di no. L’alter ego di Allen è questa volta Larry David, conosciuto universalmente come autore della sitcom di culto Seinfeld e qui nella parte di Boris, un uomo che si autodefinisce “genio” e che non ha esitazioni a sputare veleno sul genere umano. Pessimista, maleducato, ipocondriaco, misantropo e decisamente antipatico, Boris non si fa scrupolo di chiamare “cretini” i bambini e offendere con l’arma del sarcasmo chiunque non ritenga alla sua altezza, finché nella sua vita non arriva improvvisamente Melody, ragazza di campagna fuggita di casa per costruirsi una nuova vita a New York. L’ingenuita di Melody, costruita e basata su precetti religiosi e feste agresti, offre a Woody Allen l’occasione di prendersela con la morale comune, con la religione e con i rapporti sentimentali che dovrebbero avere un solo requisito: funzionare.
Basta che funzioni mostra un Allen più rilassato e a suo agio con i toni da commedia brillante che gli sono maggiormente congeniali, e che in questo caso gli consentono, come aveva già fatto in passato (ad esempio in Io e Annie) di smontare il dispositivo cinematografico e rompere l’illusione della sala per giocare con lo spettatore e permettergli di sintonizzarsi con lui. Nulla di nuovo, certo: Basta che funzioni offre il solito repertorio stilistico del Woody Allen che tutti conosciamo e amiamo; nessuna sorpresa forse, ma certo una grande certezza: funziona.
Alessandro Gimelli
(titolare del blog Axonthenet Unlimited)
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