Giovani promesse per la Provincia di Savona: intervista a Elisa Aschiero
- sabato, maggio 30, 2009, 16:28
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A diciotto anni compiuti da poco più di mesi, Elisa Aschiero, studentessa al quarto anno del Liceo Scientifico “Orazio Grassi” di Savona, è la più giovane candidata per il Consiglio Provinciale, in corsa per il collegio di Savona IV – Villapiana per la lista “Gente di Centro”, a sostegno del candidato presidente del Partito Democratico Michele Boffa. A colloquio con Acta Diurna, racconta il perché della sua candidatura.
Come mai la decisione di “scendere in campo” in politica? E perché la scelta di candidarsi con la lista “Gente di Centro”, a sostegno del candidato Michele Boffa?
Ho accettato questa proposta dopo attente considerazioni e numerose perplessità, perché la ritengo un’occasione importante in un momento storico come quello attuale, nel quale l’apparenza e l’effimero prevalgono su veri valori quali l’amore e l’impegno, su cui si dovrebbe basare il senso la vita. Sono una scout sin da quando avevo 10 anni e, grazie all’esperienza dello scoutismo, sono venuta a contatto con la realtà del volontariato: in veste di Capo dei lupetti, mi sono avvicinata al mondo degli anziani, e quest’anno, assieme al “clan”, stiamo affrontando il tema della xenofobia, con un’attenzione particolare agli immigrati. Nell’ultimo periodo ho dato uno sguardo più approfondito a ciò che mi circonda e mi sono resa conto che c’è veramente molto da fare. Così ho colto questa occasione, convinta che mi possa permettere di fare qualcosa concretamente. Negli anni, la distanza tra le Istituzioni e i cittadini si è ampliata, ma nonostante le difficoltà e il pessimismo diffuso, ritengo che tale divario si debba e si possa colmare. Sono cosciente che sarà un percorso alquanto difficile, ma sono determinata ad impegnare le mie energie per affrontare i molti problemi di vario genere che si presenteranno. Ho scelto la lista “Gente di centro” perché ritengo possa aiutarmi a realizzare i miei obiettivi, fondati su legalità e solidarietà, oltre al fatto che ripongo fiducia nelle capacità amministrative di Michele Boffa.
Lei è la più giovane candidata al consiglio provinciale. La sfida La spaventa, specialmente in un Paese come l’Italia, dove l’età media in politica – e non solo – è elevatissima e sono considerati “giovani” anche gli ultra quarantenni?
Considero la candidatura una opportunità per concretizzare il mio impegno sincero, per testimoniare ai miei coetanei che la politica non è un teatrino, né composta esclusivamente da gente corrotta per fare gli interessi di altra gente corrotta. Essa può dare risposte concrete ai problemi quotidiani. Sono perfettamente consapevole della mia mancanza di esperienza politica, ma so altrettanto bene che l’unico mezzo per costruirsela è provarci. Sono convinta di poter dare il mio contributo, facendomi anche portavoce dei più giovani.
I giovani sono spesso considerati lontani dalla politica. La Sua candidatura sembra voler smentire questo trend. Pensa che sia possibile un “riavvicinamento” della politica al mondo giovanile?
Noi giovani siamo generalmente considerati menefreghisti e indifferenti in particolare alla politica. Eppure ritengo che sia una falsa passività. Molti sarebbero pronti a darsi da fare concretamente ma temo manchino le occasioni. Vorrei far dialogare due realtà molto distanti: i giovani e il mondo della politica. Mi rendo conto che si tratti di un progetto molto ambizioso, ma è una cosa alla quale non bisogna rinunciare, perché viviamo tutti nello stesso Paese, perché in molti desideriamo le stesse cose: vivere bene, poterci realizzare ed essere felici all’interno di una società più giusta.
Quale contributo conta di portare alla Provincia, se eletta? Quali sono le priorità del Suo programma, e cosa pensa debba fare – a prescindere da quale coalizione vincerà le elezioni – la Provincia, per i giovani?
Nell’ambito del programma della nostra lista, sono particolarmente interessata a tre grandi temi: Ambiente, Cultura e Lavoro, campi dove il contributo di noi giovani è fondamentale. Credo che spesso non sia tanto una questione di soldi e fondi, quanto di gestione delle risorse, sia finanziarie che umane. In questo la Provincia potrebbe e dovrebbe svolgere il ruolo fondamentale di coordinamento: molti sono infatti i servizi non adeguati ai bisogni dei cittadini. Per esempio, bisognerebbe mettere a punto una raccolta differenziata efficiente, realizzare un impianto pubblico di compostaggio industriale e una nuova discarica pubblica, al fine di ridurre la tassa sui rifiuti e inquinare meno, così come puntare sulla diffusione dell’utilizzo di impianti di produzione di energie rinnovabili costruiti nella nostra Provincia. Per noi giovani è basilare che la Provincia faccia promotrice di una maggiore correlazione tra il mondo del lavoro e quello della scuola: in questo senso, voglio impegnarmi in prima persona affinché essa consideri il lavoro come una questione sociale, rendendolo sicuro e di qualità secondo un modello industriale sostenibile dal punto di vista ambientale. Non è un caso che il candidato presidente Michele Boffa abbia messo il “lavoro di qualità” al centro del programma. È inoltre necessario creare punti di aggregazione, che a Savona mancano, con particolare attenzione a mezzi di trasporto pubblici, piste ciclabili e pedonali.
Cristiano Bosco
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